Giulia Quaranta Provenzano

Scrittrice, Poetessa e Fotografia d'Arte

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Recensione di Rita Mascialino su “Immagini della notte 1-6”

Giulia Quaranta Provenzano

Cenni biografici
Giulia Quaranta Provenzano (Imperia IM 1989) vive a Diano Arentino in provincia di Imperia ed esercita la professione di consulente assicurativo. Ha conseguito una laurea triennale in Filosofia all’Università degli Studi di Genova con tesi dal titolo La crisi della ‘Teodicea’ nel Candide di Voltaire (2011), Primo Premio alla IV Edizione del Premio Letterario Nazionale ‘Franz Kafka Italia’ 2014, Sezione Tesi di Laurea, seguita da specializzazione magistrale biennale presso la stessa Università con tesi dal titolo Il mostro da ‘prodigium’ a incarnazione della diversità (2013), Premio Speciale della Giuria alla IV Edizione del Premio Letterario Nazionale ‘Franz Kafka Italia’ 2014, Sezione Tesi di Laurea. Ha conseguito il Premio Speciale della Giuria alla VII Ed. del Premio Letterario Nazionale ‘Franz Kafka Italia’ 2016, Sezione Poesia, per la sua silloge In cammino e il Premio Speciale della Giuria per la poesia singola inedita Restano le anime fino a tarda notte al Premio Nazionale di Poesia ‘Secondo Umanesimo Italiano’, I Ed. È poetessa e scrittrice di racconti e romanzi. È fotografa d’arte esperta nelle varie tecniche fotografiche e spazia dalla natura del paesaggio ligure alla flora e alla fauna ligure, al variegato mare della costa della Riviera tra gli altri soggetti delle sue fotografie. Partecipa a Mostre di Fotografia d’Arte specialmente in Liguria, ma non solo.

 

Mascialino, R.
2017 Giulia Quaranta Provenzano: Immagini della notte 1-6. Fotografie d’Arte su tela, 40×60. Opere scelte per il PREMIO NAZIONALE DI POESIA ‘SECONDO UMANESIMO ITALIANO ®’ II Edizione 2017: Recensione.

Le fotografie d’arte di Giulia Quaranta Provenzano Immagini della notte 1-6 formano un ciclo dedicato alla vita della notte, alle immagini del mondo che nell’oscurità notturna cambia volto e quasi non si riconosce per il medesimo come è illuminato dalla luce del giorno, similmente alle intuizioni che sorgono dall’inconscio e spesso non si riconoscono come tali una volta elaborate a livelli più consapevoli. Le fotografie d’arte di Giulia Quaranta Provenzano, a forte impatto simbolico anche nella loro prima apparenza realistica, colgono in questo ciclo momenti che ispirano le fantasie più distanti dal riscontro con il reale, fantasie dell’interiorità dell’Artista, precipuamente inconsce. La tecnica è quella relativa alla fotografia classica che viene trasformata da abili giochi di luci, contrasti e colori che evocano suggestive risonanze semantico-emozionali.

Immagini della Notte 1: Notte irradiata mostra in una suggestiva ripresa in bianco e nero con tratti di colore dorato un paesaggio notturno con toni di rossastro all’orizzonte apparentemente sovrastato da raggi di luce come rette che attraversino la notte provenienti da lontano, quasi potessero essere di natura cosmica. Tali raggi proiettati rapidi e potenti sul buio della notte, come a insaputa degli umani, dei dormienti, mettono in evidenza la natura della Terra come astro sottoposto a tutti gli influssi del-la sua rotazione nel vuoto dell’Universo del quale si può intuire la natura spaventosa più nell’oscurità che al sole il quale per altro dà non una stabilità, ma l’illusione di stabilità spazzando via tutto ciò che non si vede e che, visto in qualche modo, destabilizzerebbe le fragili sicurezze degli umani.

Immagini della notte 2: Paesaggio notturno presenta un villaggio che appare bianco nella notte scura che caratterizza la natura circostante, come fosse illuminato ad arte da una invisibile fonte speciale, tale che sembra che la casa dell’uomo si sottragga essa sola all’oscurità, quasi la vita umana al suo interno superi il nero della notte. Fonte speciale che pare provenire metaforicamente dall’interno del caseggiato, dalla vita che si svolge nel villaggio, dentro gli edifici come luce simboleggiante la presenza e la qualità dell’umanità.

Immagini della notte 3: Passeggio nella notte si riferisce alla spazialità di bianchissime nuvole che nell’oscurità della notte paiono come presenze vagabonde libere di percorrere gli immensi spazi aerei da padrone dei cieli notturni. Apparentemente accanto ad esse, in realtà a distanze enormi, stanno in primo piano lateralmente rametti ricoperti di un sottilissimo strato di galaverna, il rivestimento cristallino che nell’immagine sembra illuminato come in un’illusione ottica non da una luna che non si vede, bensì dalle nuvole stesse in una metafora relativa ad una segreta animazione della notte, nella quale nubi e alberi acquisiscono una speciale vita che li unisce rendendoli vicini le une agli altri, una vita misteriosa che emerge nei mondi psichici più segreti dell’uomo sconosciuti alla luce del giorno.

Immagini della notte 4: Notturne trasparenze pone una delicatissima ramificazione arborea come un velo indossato dalla notte, così che essa si mostri non nel vuoto del buio che la caratterizza, ma nella bellezza di un arboreo ricamo, ciò in una simbiosi per così dire intima tra oscurità e aspetti di sensuale contatto, come in un erotico quanto inusitato amoreggiamento tra il buio e la natura.

Immagini della notte 5: Fiore della notte mette al centro della fotografia in primissimo piano un maestoso e troneggiante fiore dalle tinte dorate e leggermente aranciate, preziose, fiore che si pone quale prodotto straordinario quanto inquietante dell’oscurità, quasi senza radici altro che nel buio, ossia una creazione della notte stessa che lo attornia da ogni lato e che lo pone al suo centro metaforico, un prodotto simbolico della creatività artistica, bella, ma nel contempo sinistra come lo può essere una tale visione notturna, quale ingresso nella zona inconscia della personalità.

Immagini della notte 6: Scarlatto nell’ombra pone la cromia del rosso realizzata in una rosa occhieggiante sullo sfondo oscuro che funge da sua matrice, una rosa anch’essa come fiore notturno, con cenni di luce che pare provenire dal suo rugiadoso interno, un colore che sgorga dunque dal buio con qualche baleno come nelle immagini che mostrano nel buio degli occhi qualche guizzo luminoso che subito svanisce. Come fiore della notte questa rosa scarlatta rappresenta nella metafora di cui è portatrice nella spazialità del contesto, il frutto di un amore dedicato al buio, al nero, come una discendenza immateriale tra fiore e quella che appare come la sua matrice oscura.

Fotografie queste del ciclo Immagini della notte 1-6 che, nell’elaborazione della fotografa d’arte Giulia Quaranta Provenzano, offrono un emozionante affondo nell’interiorità dell’Artista, nei reami della fantasia, nei significati ad essi intrinseci. Nella visione del mondo espressa nel ciclo in questione la notte risulta protagonista in qualità di ciò che nasconde, similmente all’ottica dei poeti Romantici, quanto si vede di giorno, ossia il reale concreto, e dà quindi il più ampio spazio alle istanze più profonde della sensibilità, essenzialmente inconsce.

 

Mascialino, R.
2017 Giulia Quaranta Provenzano: In prospettiva. Fotografia d’Arte su tela, 40×60. Opera scelta per il PREMIO NAZIONALE DI POESIA ‘SECONDO UMANESIMO ITALIANO ®’ II Edizione 2017: Recensione.

La fotografia d’arte di Giulia Quaranta Provenzano In prospettiva mostra un astratto fotografico come variazione prevalentemente dell’arancio su sfondo scuro in alto nell’immagine e come sfumato prevalentemente celeste chiaro nella parte inferiore. Alla prima occhiata si forma nella mente l’associazione con un tramonto sul mare con linee trasversali di luce visibili come nubi, ma la cromia del blu notte misto a qualche riflesso di viola scuro dello sfondo cancella la validità di tale associazione e trasferisce tutto sul piano simbolico: non ci può essere nella realtà un cielo di tal fatta. Secondo il titolo, si tratta di figure geometriche viste in prospettiva come triangoli e rettangoli intersecantisi, nonché rette parallele in prospettiva, figure geometriche quali metafore per eccellenza dell’intelligenza, ma anche di bellezza data la presenza delle più gratificanti cromie in cui sono realizzate. Tali linee colorate delimitano lo spazio che le riguarda e le separa dalla zona cupa, ma escono anche da tale spazio come linee direttrici che si estendono in un’area cupa con sfumature di viola, comunque buia come per conquistarla all’ignoto e renderla nota e posseduta. Questo mostra la spazialità dell’immagine fotografata dall’occhio interiore e tecnologico di Giulia Quaranta Provenzano in quella che appare come una proiezione grandiosa della volontà e capacità esploratrice degli umani che si avventurano oltre il suolo terrestre per scrutare e percorrere non solo i cieli, ma anche il più sconosciuto Universo per conoscere spaventosi mondi di infinita grandezza e di conseguenza di infinito orrore se riferiti al piccolo passo terrestre. In altri termini: In prospettiva sintetizza mirabilmente a livello di spazialità per così dire astratta – l’astratto si basa sempre e inevitabilmente, sul piano conscio e maggiormente su quello inconscio, su spazialità del reale di cui diviene simbolo – tre livelli fondamentali in cui si esplica la personalità dell’uomo, in particolare della Quaranta: l’attività più tranquilla sulla superficie terrestre sotto un cielo chiaro e sereno, l’attività mentale più inquieta e creativa rappresentata dal colore acceso e dalle linee geometriche che si aprono nella fascia mediana dell’immagine, infine l’abbandono anche di questa zona per viaggiare nell’infinito più cupo secondo le esigenze dell’intelligenza più temeraria. Così nell’astratto fotografico di Giulia Quaranta Provenzano.

 

 

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