Giulia Quaranta Provenzano

Scrittrice, Poetessa e Fotografia d'Arte

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Agosto

“Agosto Un mese meschino e falso; torbido il superfluo, estraneità labile che vedrai, vedrai insegnerà a mentire poi, invecchiando improvvisamente”. Giulia Quaranta Provenzano

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35

Dal romanzo La storia di Viola di Giulia Quaranta Provenzano (Aletti Editore, Novembre 2017): “35. Maria viveva davvero in Viola. In nessun altro il suo senso dello spazio aveva profondità, né tempo vano, lineare, per quanto orlato da illusori margini fioriti. Per il resto della gente si trovava in torbido stagno, intreccio di steli rinsecchiti, corolle già cadute, mischiate nel sonno cullato d’incosciente ansia di decidere se attendere o meno sull’arida sponda. Faccia a faccia con la Parca. Lei invece non ignorava la nonna di ombre e luci, luci ed ombre in un creato tutto suo. L’osservava grata e nel ⦗…⦘

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9

Dal romanzo La storia di Viola di Giulia Quaranta Provenzano (Aletti Editore, Novembre 2017): “9. Un metro e settanta scarso, di sola boria fu il primissimo feedback. A Viola pareva al contrario il suo interlocutore ne apprezzasse la vista – e non l’aveva ancora ascoltata! Angelina l’avvertì più volte della sua peculiarità: due ammalianti cristalli di quarzo incastonati nell’ovale perfetto. Con stizza pensò che, se doveva essere assunta, doveva esserlo per le sue competenze e non per una beltà in sordina tipica della brava ragazza. Colonna vertebrale eretta, mani in grembo a sfiorare la leggera camicetta arancione, uno scanner la ⦗…⦘

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La notte e il suo lungo silenzio

Dal romanzo Ombre invisibili di Giulia Quaranta Provenzano (Centro Editoriale Imperiese, Gennaio 2016): “La notte e il suo lungo silenzio Era una fredda notte d’inizio inverno nel piccolo, sperduto paesino arroccato ai piedi dell’impervio monte. Un forte vento scuoteva i spogli rami degli alti castagni, giganti che la stagione della morte apparente aveva rapinato di ogni splendore. Al suolo, come speranze decadute, uno spesso tappeto di foglie secche; alcune marce, inzuppate da violenti temporali. La giovane Grazia si svegliò di soprassalto e, madida di sudore, si ritrovò ansimante a fissare la vuota parete di fronte alla sua stretta brandina. La ⦗…⦘

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NOMEN OMEN?

Dal romanzo Anemone di Giulia Quaranta Provenzano (Centro Editoriale Imperiese, Luglio 2013): “NOMEN OMEN? Liam. Questo è il nome di un non più giovanissimo uomo – ormai settantenne – ridotto ad essere un colabrodo di rimpianti, che ne avevano offeso anima e corpo. Un tempo i suoi, ora spenti ed annacquati, occhi azzurri brillavano come acquemarine – esposte al sole – dai molti sfavillanti riflessi abbaglianti ed ammalianti. Lontani, però, erano gli anni in cui quelle due grandi gemme preziose avevano fatto palpitare tanti cuori in cerca d’amore, più spesso soltanto in cerca di un piacevole divertimento. E, in fondo, ⦗…⦘

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Un ricordo doloroso

Dal secondo Per sempre dei due racconti a costituire Fuochi inestinguibili di Giulia Quaranta Provenzano (Centro Editoriale Imperiese, Marzo 2013): “UN RICORDO DOLOROSO Lo sguardo assente, due grandi occhi nocciola persi nel vuoto fissavano senza, però, guardarla veramente una ormai stropicciatissima foto che la ritraeva radiosa accanto ad un affascinante ragazzo. Quello era uno dei pochi momenti in cui la vita le aveva concesso qualche stralcio di esile gioia. La giovane donna, trentenne appena, che distrattamente teneva in mano la fotografia era Emma, la stessa ragazza che vicino al moro dagli occhi scintillanti pareva sapesse cos’è la beatitudine. A confrontare ⦗…⦘

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Lontano, ma sempre vicino

Dal primo Amore oltre ogni confine dei due racconti a costituire Fuochi inestinguibili di Giulia Quaranta Provenzano (Centro Editoriale Imperiese, Marzo 2013): “LONTANO, MA SEMPRE VICINO Era notte inoltrata ormai da diverse ore: le campane suonavano i rintocchi delle tre. Rosalie era molto stanca e aveva sonno, ma decise di fare un bagno prima di coricarsi nel letto aspettando di essere coperta dal manto avvolgente dei suoi sogni. La giovane donna da diversi anni, circa sei, aveva preso l’abitudine di non andare a dormire senza prima nettarsi dalla stanchezza delle sue impegnative e sovente anche frenetiche giornate mettendosi a mollo ⦗…⦘

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Tempo futuro

“Tempo futuro Lo spazio di un minuto in questo specchio d’acqua. Brillio. Incandescenza e desii nell’ora tarda che incornicia il verrà”. Dalla Silloge poetica (me) Dannata di Giulia Quaranta Provenzano (Aletti Editore, Giugno 2017)

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Lascia giù ogni realtà

“Lascia giù ogni realtà Che i tuoi occhi vestano i miei: sempre, ovunque! Vorrei fermare il tempo, le labbra nel ricordo per vivere d’eterno. Carezze e voci tra dita e lingua, licheni e magnolie. La gioia assoluta è nei nomi sussurrati. Luna, sabbia, vento, mani sottili e stelle dal dolore traggono, faticosa, la nascita dell’essere. Fate e anime perse sul sentiero del sogno, diafano tocco gentile”. Dalla Silloge poetica Anno 2016 di Giulia Quaranta Provenzano (Aletti Editore, Giugno 2017)

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Arte

“Arte Ventre. E dalle viscere del cuore, sfumature, colore. Erutta il vulcano Bellezza, palpitante materia, armonia. Tempo e spazio, dolce passione, luce e vento, anima e corpo, sanguinano versi, nelle mani, negli occhi, bui. Tristi. Tristi. Tristi”. Dalla Silloge poetica STRA-VOLTA di Giulia Quaranta Provenzano (Centro Editoriale Imperiese, Gennaio 2017)

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