Giulia Quaranta Provenzano

Scrittrice, Poetessa e Fotografia d'Arte

Menu
a

Mio commento e articolo di C. Sgorlon su Rita Mascialino

Condivido pienamente quanto scritto da Carlo Sgorlon su RITA MASCIALINO, Critica Letteraria e d’Arte che sempre chiarifica e coglie il vero e profondo Significato delle opere oggetto della Sua infallibile critica. Rita Mascialino, Fondatrice e Presidente dell’Accademia Italiana per l’Analisi del Significato del Linguaggio ‘MeQRiMa’, inequivocabilmente restituisce i testi del Suo attento esame alla loro unica ed autentica origine, ossia al loro senso oggettivo. Grazie alla Critica della Mascialino che motiva e dimostra ogni affermazione esegetica il significato diviene comprensibile a qualsiasi lettore come anche il reale contenuto delle vicende che l’eccellenza impareggiabile di Rita illumina di verità.

MESSAGGERO VENETO – Lunedì 27 dicembre 2004.
A. 49 – N. 50 Pagina Cultura, IL LIBRO.
Dall’articolo di CARLO SGORLON:
“Rita Mascialino ‘rilegge’ la favola di Pinocchio
Un acuto lavoro per riscoprire Collodi”.
“(…) Nella prima formazione del suo metodo critico, la studiosa friulana proponeva una direzione molto originale. Enucleava cioè un ‘luogo privilegiato’, cruciale, un fulcro creativo, all’interno dell’opera letteraria, e giungeva a un giudizio valido per la sua totalità, attraverso un’analisi accurata dell’area semantica di esso in ogni possibile direzione. Era la tecnica del sondaggio, del prelievo. Rita cioè prelevava un campione significativo dell’opera come fanno i geologi dell’Antartide, che estraggono una carota di ghiaccio per ricavare da essa ogni possibile notizia sugli strati e sulle condizioni climatiche delle antiche ere della Terra. Ora però, nella sua opera più recente, Pinocchio (edizioni Cleup dell’Università di Padova, 206 pagine) ritroviamo la medesima tendenza a un’analisi acuta e della massima estensione sulle aree semantiche di espressioni, situazioni e personaggi del capolavoro collodiano. Ma non c’è sondaggio unico. La Mascialino cioè non ricava dal testo una sola carota, ma parecchie (…)”. risonanze che le parole e i loro contenuti semantici hanno depositato dentro di noi, per effetto di una cultura secolare e complessa (…)”

í