Giulia Quaranta Provenzano

Scrittrice, Poetessa e Fotografia d'Arte

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Mio commento e articolo di C. Sgorlon su Rita Mascialino

La Critica Letteraria e d’Arte RITA MASCIALINO sempre fa emergere il vero e oggettivo Significato delle opere da Lei prese in esame. Grazie alla critica della Mascialino, faro della semantica dell’arte letteraria e non solo, il senso dei testi è portato alla luce in maniera indubbia come anche viene portato chiaramente a livello di consapevolezza da tutti fruibile l’interiorità più profonda degli autori per come è espressa nella loro immaginazione artistica. Grazie alla critica di Rita l’arte può finalmente mostrare i suoi tesori a livello semantico, non restando imprigionata nella soggettività degli interpreti la quale non può attingere il significato oggettivo dell’arte, mentre può farne perdere i suoi doni preziosi per l’umanità, nonché può confondere la sua natura.

MESSAGGERO VENETO – Lunedì 27 dicembre 2004.
A. 49 – N. 50 Pagina Culturale, IL LIBRO.
Dall’articolo di CARLO SGORLON:
“Rita Mascialino ‘rilegge’ la favola di Pinocchio
Un acuto lavoro per riscoprire Collodi”.
“A me pare, per quello che conosco e sono in grado di giudicare, che Rita Mascialino sia il critico letterario che (…) non si lascia influenzare, e meno che mai sedurre, dalle indagini, invenzioni o divagazioni altrui. Il centro della sua scoperta critica, che poi diventa canone interpretativo, è che Collodi procede nella sua narrazione con questo sistema, di grande astuzia letteraria. Nasconde le cose per rivelare i significati profondi del suo racconto; e le rivela per nasconderli. Ciò significa che, per la Mascialino, le situazioni raccontate, quelle evidenti e comprensibili anche ai bambini, servono soprattutto a nascondere i simboli fondamentali del libro. La loro funzione è di raccontare una favola piena di avvenimenti strani, irreali, surreali, che appartengono alla zona del fantastico e del meraviglioso, per ammaliare i bambini e fornire loro un insegnamento elementare: quello cioè che la scioperataggine, la svogliatezza, il disimpegno dallo studio, la voglia di divertimento e la lontananza dall’etica positiva conducono a un mare di guai (…). Ma gli eventi favolosi rivelano per nascondere. Ciò vuol dire, per Rita, che sotto di essi vi sono infiniti significati, allusioni, ambiguità nascoste, che si rivolgono ai grandi, anzi ai lettori più acuti e sperimentati. Riguarda tutte le sfere e tutti gli strati della nostra psiche, il conscio e l’inconscio, l’io, l’es, il superego, anche se spesso essa dissente dalle risultanze della critica psicanalitica. Riguarda tutti gli echi e le risonanze che le parole e i loro contenuti semantici hanno depositato dentro di noi, per effetto di una cultura secolare e complessa (…)”

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